La Giunta Comunale di Porto Cesareo, con una delibera dello scorso mese di ottobre, ha disposto l’avvio delle procedure per l’allargamento ed adeguamento di un tratto di circa 500 m. della Via De Pascalis compreso tra la litoranea ed il campo sportivo nei pressi dovrebbe essere realizzato il nuovo Centro Comunale Raccolta Rifiuti (CCR)”. Nella delibera si specifica che tale iniziativa è stata assunta dopo gli approfondimenti tecnici sulle criticità di accesso al sito che i cittadini avevano portato all’attenzione nel corso della presentazione di massima del progetto relativo al CCR che le autorità locali avevano effettuato presso la Biblioteca comunale lo scorso mese di giugno.

La delibera, a parere del Comitato del Poggio fornisce innanzitutto una versione incompleta e riduttiva delle osservazioni fatte dai cittadini nel corso della presentazione del progetto per quanto concerne il problema della viabilità per raggiungere l’eventuale CCR posizionato in Via De Pascalis. Queste ultime non erano riferite al solo breve tratto di strada indicato in delibera ma riguardavano le criticità dell’intera viabilità che i cittadini avrebbero dovuto utilizzare per raggiungere una struttura che sarebbe decisamente decentrata rispetto allo sviluppo areale del comune e peraltro realizzata a discapito dell’unico impianto sportivo esistente in Porto Cesareo.

La delibera, inoltre, si configura come una assoluta mancanza di rispetto nei confronti del Comitato del Poggio che nella stessa non viene neanche citato e che aveva invece condiviso le osservazioni dei cittadini, le aveva integrate e formalizzate per iscritto alle autorità comunali e poi anche esposte al Sindaco di Porto Cesareo in un incontro presso la sede comunale lo scorso mese di settembre, durante la quale il primo cittadino si era impegnato ad informare tempestivamente il Comitato in caso di modifiche o novità. In relazione al complesso delle criticità di cui sopra ed all’incontro del Comitato del Poggio con il Sindaco un recente articolo sulla la Gazzetta del Mezzogiorno del 26 set. u.s. titolava ”Ecocentro al Poggio? Devastante!”.

Per quanto in particolare concerne il problema della viabilità, deve essere evidenziato come la posizione decentrata del CCR eventualmente realizzato al Poggio acuisca le criticità correlate alle limitate potenzialità delle strade utilizzabili dagli utenti per raggiungere la struttura praticamente da un’unica direzione, che nell’ultimo chilometro sono di fatto limitate alla Via de Pascalis ed alla litoranea che congiunge Porto Cesareo a S.Isidoro. La prima è molto piu’ stretta di una porta di calcio nella quasi totalità del suo sviluppo, con numerose abitazioni su entrambi i lati della carreggiata e in assoluta mancanza di marciapiedi, cosa che esporrebbe gli abitanti a rischi per la propria integrità fisica. La seconda, utilizzatissima dai turisti in estate per raggiungere il mare, presenta elementi di particolare criticità dall’incrocio delle strada per Veglie fino a quello con Via De Pascalis, in presenza di frequentissimi ingorghi normalmente rilevati nel periodo estivo in prossimità del supermercato, di strutture alberghiere e a ridosso delle darsene.

Ma se poi gli approfondimenti tecnici del comune sono stati eseguiti a seguito di un input esterno, si deve arguire che verosimilmente l’argomento viabilità non è stato considerato nel momento in cui è stata individuata l’area del Poggio come possibile sede del CCR. In cio’ omettendo l’esame di quello che deve invece essere un elemento cardine nella scelta dell’area dove realizzare una infrastruttura di tale tipologia, che nel rispetto di quanto previsto nel pertinente decreto 8 aprile 2008 del Ministero dell’Ambiente deve essere “servita dalla rete viaria di scorrimento urbano per facilitare l’accesso agli utenti”.

L’ampliamento degli ultimi 500 metri per l’accesso al CCR non puo’ certo rappresentare la soluzione al problema della viabilità per la progettata infrastruttura. Eventuali altri interventi per ampliarla e potenziarla ulteriormente in presenza delle difficoltà con cui ci si dovrebbe poi confrontare non potranno mai essere risolutivi, avranno comunque dei costi diretti, comporteranno disagi per i cittadini ed i turisti e non potranno prescindere da verosimili altre spese per espropri ai danni delle abitazioni di privati con sicure difficoltà per le loro inevitabili opposizioni. Tutti elementi che dovrebbero essere preventivamente considerati ai fini della valutazione del rapporto costo/efficacia della soluzione individuata e nel confronto con altre possibili alternative.

Il Comitato del Poggio resta ancora in attesa dei documenti chiesti con l’accesso agli atti inoltrato al Comune di Porto Cesareo per l’esame di dettaglio del progetto in argomento e l’adozione delle iniziative piu’ opportune in relazione ad una problematica di delicatezza estrema per i suoi futuri risvolti negativi. Possibile che non esista un’altra area in zona piu’ idonea per posizionare il CCR in aree non utilizzate a connotazione industriale o adibita a servizi F2 o al limite anche con esproprio di uno dei tanti territori agricoli sul territorio presenti ? E se il Comitato ne avesse già individuato almeno due? Possibile che per risolvere un problema se ne debbano creare altri? E’ proprio il caso di dire che “LA TOPPA E’ PEGGIORE DEL DANNO”